martedì 21 aprile 2009

Come se non ci fosse un domani.

Yeah, the night's not over, you're not trying hard enough.

 

Ore 22.30 di un sabato pieno di pioggia. Stai salendo su un pullman insieme ad altre 15 persone. Nulla di strano se non fosse che non siete né una scolaresca, né un gruppo di pensionati in gita a Montecatini, ma una variegata compagine italo –svedese,

Ore 23.00. All’altezza del penultimo tornante sei sotto la pioggia con i fari del pullman negli occhi in attesa che l’autista Rocco, sfrizionando come un disperato, compia il miracolo e cammini sulle acque.

Ore 00.15. Ti aggiri con una lattina di Moretti in mano pensando che dopo l’ascesa ai colli ti meriteresti almeno di assistere alla moltiplicazione delle bottiglie di vodka. Incroci di sguardi perplessi, un accenno di piede che batte il tempo di un pezzo mai sentito.

Ore 1.15 “the world is a vampire…” “every day I love you less and less…”, “people they don’t understand…”. “I said please don’t slow me down if I’m going too fast”. Ci siamo . Here we are now. Ed è anche arrivata la Vodka.

Ore 2.30. Tre piccole mongolfiere colorate prendono il volo sulle colline. Guardando giù, nel buio, vedono una informe  e malferma macchia nera di teste umane che guardano in su, di mani umane che  si cercano, di piedi umani che incespicano nell’ortica.

Ciò che succede dalle 3 alle 4.30 non è dato di sapere.

Ore 4. 35. Cammini al buio su uno sterrato disastrato alla ricerca dell’autista Rocco, sacrificatosi per tutti voi sulla croce di una notte in solitudine e senza neanche un birretta. Stai cantando Where is my mind, where  is my mind, wheeeeeere is my mind e ciascuna creatura  animale, vegetale o minerale nel raggio di 500 mt. invoca il fulmine come soluzione finale per te e la tua razza canterina. Davanti a te, L. sgambetta da una parte all’altra in modo del tutto scoordinato. Più tardi qualcuno osserverà, con una potente immagine metaforica, che era come se  avesse due marmotte vive al posto dei piedi.

Ore 6.05. Luce livida dell’alba. Emicrania. E nessuno si permetta più di dire che la domenica mattina la spreco a dormire.

 

Appendice.

Domenica. Ore 13.45. In una Via Belle Arti desolata, fradicia e puzzolente di piscio, una schiera di 10 bambini muniti di tromba compare come una visione marciando fieramente al suono di “When the saints go marching in”. C’è un’unica spettatrice. Occhiali scuri, passo incerto, ed una napoleonica mano appoggiata sul fegato. 

mercoledì 15 aprile 2009

Deportazioni

- Buongiorno, un documento, prego. 
- Ecco.
- Lei va a Linate?
- Sì.
- Benissimo allora questa è la sua carta di imbarco, uscita 5, imbarco immediato.
- Scusi...
- Sì?
- Qui c'è scritto destinazione Torino..
- Esatto.
- Ma io devo andare a Linate.
- No signorina lei deve andare a Torino, glielo posso assicurare.
- Ma...lei me l'ha anche chiesto se andavo a  Linate!
- Signorina mi scusi ma perché non vuole andare a Torino, è una città meravigliosa, per le Olimpiadi l'hanno valorizzata molto, si faccia un giro al museo egizio, ne vale la pena. Adesso mi scusi ma c'è gente che aspetta.
- No adesso io sto qui finché non mi dice perché mi mandate a Torino. 
- Perché lei fa quello che dice Alitalia, va bene? 
- Ah. In pratica mi state deportando.
- Deportando. Che paroloni. Cosa ci troverà poi in Milano, che ci vuole tanto andare....

lunedì 13 aprile 2009

Quanto?

Davvero devo scrivere qualcosa tutti i giorni? Non ho la costanza, questo esperimento durerà poco. Lo so. Miei innumerevoli lettori immaginari, non datemi fiducia.

domenica 12 aprile 2009

Nascita

Le strade familiari, gli incroci trafficati, le piste ciclabili, le case dove hai vissuto, l'odore della cannella, i gatti neri, le persone di cui non ricordi il nome, le storie incredibili, le autocritiche, i giudizi spietati, la Mini rossa, le notti bolognesi, i risvegli milanesi, l' A14, le finestre sul mare, la rassegnata accettazione della pioggia, spalare la neve per la prima volta nella tua vita, comprare un cd da Nannucci, il babbà con la crema, a piedi a San Luca, i cambiamenti, chiedere scusa e non crederci, headline baseline bodycopy, l'apnea, tornare a credere in qualcosa, i bassi nell'album dei Pontiak, le bici originali degli anni '70 mica quelle che ti spacciano per vintage, tonificare i glutei, Strada Maggiore prima di Natale, la nebbia in Piazza Santo Stefano, la nebbia in via Bramante, 22 giugno in treno, l'inquietudine, la sfiancante certezza che non sia ancora il momento, i vantaggi di una doppia vita per non parlare di una tripla, le migrazioni, far parte di un gruppo senza saper suonare nessuno strumento, sentirsi parte di qualcosa, hai sbagliato ancora una volta, disfare le valige, aprire un blog, non chiudere mai con il passato, i tetti di Via Belle Arti, il senso di possesso, le mani in faccia, tutte le bugie che hai detto, il carisma di alcuni, il rapporto con i tuoi genitori, i riccioli biondi, i legami, le albe allucinate, la punta rossa della sigaretta, le cose che cambieresti se solo, la noia, la gente a cui spaccheresti i denti a testate, i vodka tonic quando tutto sembra perduto e ti senti un'eroina lynchana, le lenzuola sporche di pianto, i Pan di Stelle e la Donna Cannone, guardarsi allo specchio e pensare "stasera sono il re", i concerti dei gruppi sconosciuti, il necessario snobismo musicale senza il quale non potresti darti un tono, la solitudine quando fa male, la solitudine quando fa bene, i film in lingua originale, il mare in sala da pranzo. Il circuito affascinante.